giovedì 17 gennaio 2008

Giuseppe Di Vittorio

"Gli "undici" hanno risposto che esigevano questa semplicissima cosa: lo scioglimento della CGIL, lo scioglimento di tutti i sindacati; al posto di tutto il nostro movimento, dovevano rimanere le correnti. Si chiedeva, dunque, il dissolvimento del movimento sindacale unitario per mettere al suo posto le correnti politico-sindacali in contraddizione, in concorrenza tra di loro.
Il primo insegnamento da trarre da quanto è avvenuto è che nella difesa delle proprie opinioni, nella propaganda delle proprie idee, nei casi di divergenza di carattere politico e ideologico che vi possono essere tra i lavoratori non bisogna trasferire e inasprire tali motivi di dissenso nell'azione sindacale quotidiana (...).
Per quanto ci riguarda, non ci presteremo a nessuna manovra di carattere scissionistico. Non ci lasceremo trascinare in conflitto con i lavoratori cattolici, perché anche quella parte di essi che oggi ha seguito gli scissionisti noi ci rifiutiamo energicamente di considerarla nemica. Non riconosciamo nemici o avversari tra i lavoratori. Continueremo a considerarli tutti fratelli, perché siamo certi che, nello sviluppo della lotta per la difesa del pane e della libertà, anche quei lavoratori che oggi si sono lasciati trascinare sulla via della scissione, ritroveranno domani la via dell'unità.
Come bisogna comportarci in quei pochissimi sindacati locali o nazionali nei quali gli scissionisti avevavo la maggioranza? Il principio base della CGIL è l'unità sindacale. Tutta la nostra tattica deve essere ispirata a questo principio fondamentale. Uscire da questi sindacati per costituirne altri, da contrapporre ad essi, significherebbe facilitare il compito dei fautori della scissione. Perciò, nei sindacati ove gli scissionisti prevalgono, la minoranza dei fedeli all'unità deve restare nel sindacato, operandovi attivamenteSe questa minoranza compirà il suo dovere nella difesa delle rivendicazioni dei lavoratori, noi vedremo che i lavoratori stessi si accorgeranno che la scissione è stata fatta contro i loro interessi e sapranno trarne tutte le conseguenze". (I Consiglio nazionale della CGIL, Firenze 1948).

"Noi sapremo custodire, salvaguadare e difendere l'unità della CGIL, che non sarà mai nè comunista, nè socialista, nè clericale, nè anticomunista: essa sarà sempre il sindacato di tutti i lavoratori italiani".
(II Congresso della CGIL, Genova 1949)

Testi e citazioni da: G. Di Vittorio (a cura di G. Bragantin e A. Tatò), L'unità dei lavoratori, Editori Riuniti, Roma 1957 (I^ ed.).

Nessun commento: